D’estate sono al centro dell’attenzione, tutti non le sopportano e alcuni vorrebbero anche la loro estinzione! Conosciamole per prevenire, tollerare e combattere al meglio l’infestazione.
Cosa sono le zanzare?
Le zanzare sono Ditteri, parenti delle mosche, appartenenti alla famiglia dei Culicidae. Sono insetti glicifagi, ovvero si nutrono di nettare e polline svolgendo anche un ruolo come impollinatori, seppur marginale e legato solo a poche specie di piante, come il cacao o alcune orchidee. Alcuni studi hanno osservato relazioni molto blande tra pianta ed impollinatore, data la grande concorrenza di api, sirfidi, bombi e farfalle. Il corpo esile, le piccole dimensioni ed il volo lento rende le zanzare poco competitive nell’impollinazione rispetto altri insetti. Possono diventare predominanti quando formano sciami considerevoli o per alcune specie di piante1. Nelle zone umide, possono diventare così numerose da condizionare gli spostamenti di grandi mammiferi come le renne in Canada che rischierebbero di deteriorare ambienti delicati ed importanti come le paludi. Infine, non si può dimenticare il ruolo di decompositori delle larve di zanzara che, nutrendosi del materiale organico in sospensione, facilitano il passaggio della luce nell’acqua contribuendo alla crescita vegetale.
Le zanzare possono raggiungere densità molto elevate e diventare un problema per noi umani. La puntura può infatti trasmettere virus come Dengue, West Nile, Chikungunya e la Filaria nel caso dei cani e gatti. Sicuramente, rendono meno piacevoli le sere estive, ma dobbiamo ricordare che solo la zanzara femmina punge al fine di assicurare pasti di sangue utili allo sviluppo delle uova. Ancor più sorprendente per voi lettori potrebbe essere sapere che la maggior parte delle specie di zanzara non punge l’uomo!
In Italia sono presenti 60 specie di zanzara, ma tra queste dobbiamo preoccuparci solo di 7 specie. Anopheles, Culex, Aedes e Ochlerotatus sono i nomi dei generi al centro dell’attenzione quando pensiamo al contenimento delle zanzare2.
Aedes albopictus è la nota zanzara tigre, originaria del Sud – Est asiatico e diffusa in quasi tutto il mondo dagli spostamenti umani. In Italia i primi focolai partirono da Genova negli anni ‘90 e dall’anno successivo venne ritrovata in Veneto ed Emilia Romagna3. Facile da riconoscere e particolarmente aggressiva, questa specie si sta diffondendo in fascia temperata molto rapidamente ed alcuni modelli climatici basati su temperatura e piovosità stimano una diffusione ancor più marcata nella fascia temperata entro la fine del secolo4.
Culex pipiens è la zanzara comune autoctona. È una specie ornitofila, che punge prevalentemente gli uccelli, ma anche gli umani. Può passare l’inverno sotto forma di adulto, motivo per cui potremmo trovare zanzare dentro le nostre abitazioni anche nei mesi freddi intente a digerire i pasti di sangue al caldo delle nostre abitazioni;
Anopheles è il genere della zanzara vettore della tristemente nota malaria, ormai debellata dal nostro Paese. La presenza di questo genere nella penisola italiana rende sempre importante il monitoraggio delle zanzare anofele per evitare nuovi focolai di malaria. Se vedete uova di zanzara potete facilmente distinguere se si tratta di Anopheles: hanno un aspetto falciforme e solitamente galleggiano a pelo d’acqua in torrenti e fiumiciattoli a bassa portata.
Ochlerotatus è un genere meno diffuso rispetto gli altri tre, ma merita particolare attenzione nelle aree costiere e umide dove si riproduce e vive spingendosi anche nell’entroterra2.
Dove vivono le zanzare?
Alcune autoctone, altre alloctone, tutte sono accomunate da una predilezione per l’acqua stagnante, fondamentale per riprodursi. In ambiente naturale, aree paludose e zone umide con una buona copertura di piante capaci di creare ampie zone d’ombra sono microhabitat perfetti per questi insetti. Sin dagli albori della civiltà umana, le zanzare si sono diffuse assieme alle nostre città che offrivano loro risorse e siti riproduttivi in quantità2.
Quando è più probabile osservare zanzare?
Le zanzare sono attive quasi tutto l’anno, con due picchi di abbondanza ad agosto e settembre5. Durante l’inverno, le zanzare tigre vanno in diapausa soprattutto sotto forma di uovo, bloccando il loro sviluppo e riprendendolo quando la stagione estiva si avvicina. Le zanzare comuni invece passano l’inverno sotto forma di adulto rifugiandosi in ambienti caldi come le nostre case.
Il ciclo delle zanzare è regolato dalla presenza di acqua stagnante: la femmina può arrivare a deporre centinaia di uova a distanza di 2-5 giorni che possiamo trovare in strutture a forma di grappolo, zattera o isolate. A seconda della specie, in pochi giorni le larve si schiuderanno. Provate a farci caso osservando qualche pozzanghera dove sono presenti: le larve di zanzara stanno a pelo d’acqua per poter respirare dall’atmosfera grazie al loro sifone. Attenzione alle eccezioni: il genere Coquilletidia ottiene l’ossigeno dalle parti sommerse delle piante!
Le larve si impupano, ma restano attive seppur smettano di nutrirsi. La pupa somiglia ad una larva con capo e torace ingrossati e nel giro di un giorno o una settimana muterà in adulto.
Perchè le zanzare vivono in habitat urbani?
Per trovare le condizioni ideali, una zanzara è influenzata da: temperatura minima media, numero ed intensità delle precipitazioni, uso del suolo, disponibilità di siti di riproduzione, numero di trattamenti eseguiti e attività umane nelle vicinanze5. Tra questi, la maggior influenza viene da temperatura e precipitazioni. Tenendo conto dei cambiamenti climatici, le zone temperate risultano essere le migliori fasce climatiche per questi insetti: la temperatura media in aumento e le precipitazioni numerose e forti estive potrebbero favorire le zanzare4. Attenzione a non generalizzare: le temperature troppo elevate di agosto potrebbero ridurre temporaneamente il numero di zanzare aumentando l’evaporazione dell’acqua stagnante e rendendo difficili gli spostamenti nelle ore calde, mentre gli eventi atmosferici estremi favoriti dal cambiamento climatico potrebbero permettere loro di riprendersi in fretta o spazzare via dai siti riproduttivi larve e uova.
Come possiamo riconoscere e prevenire un’infestazione da zanzare?
Le zanzare necessitano di acqua stagnante per completare il loro ciclo: fossati, tombini, secchi, annaffiatoi, sottovasi, pneumatici immagazzinati all’esterno, ciotole d’acqua per animali poco curate, pozzanghere o cavità naturali del legno e della roccia offrono tutti riparo per le uova e le larve di zanzara. Riflettendo per un attimo su questa informazione, potete facilmente dedurre che la maggior parte dei focolai si trova in proprietà privata. La divulgazione e la sensibilizzazione della cittadinanza risulta quindi fondamentale per il controllo delle popolazioni di zanzare.
Alcune azioni preventive possono essere:
1
Coprire con reti in alluminio, plastica o ferro i secchi, o al più, svuotarli;
2
Impedire il ristagno d’acqua in annaffiatoi e sottovasi;
3
Annaffiare le piante senza esagerare formando pozzanghere;
4
Stoccare gli pneumatici in un luogo coperto;
5
Ricambiare e pulire spesso le ciotole d’acqua per cani;
6
Curare le cavità naturali facendo attenzione ad altri animali che potrebbero essersi insediati (2,3).
- Foster, Woodbridge A. “Mosquito pollination of plants: an overview of their role and an assessment of the possible contribution of disease vectors.” Transgenic Research (2024): 1-26;
- “Habitat Città: dai colombi alle zanzare”, Geva Edizioni, Atti del convegno, Giovedì 12 aprile 2007, Palazzo Tursi – Genova;
- Venturelli C., Mascali Zeo S., Angelini P., Bellini R., Veronesi R., “Linee guida per gli operatori dell’Emilia Romagna”, Servizio Sanitario Regionale – Regione Emilia – Romagna;
- Laporta, G.Z.; Potter, A.M., Oliveira, J.F.A., Bourke, B.P., Pecor, D.B., Linton, Y.-M. Global
Distribution of Aedes aegypti and Aedes albopictus in a Climate Change Scenario of Regional Rivalry. Insects 2023, 14, 49;
Blanco-Sierra, L.; Bellver-Arnau, J., Escartin, S.; Mariani, S., Bartumeus, F. Human Environment Interactions Shape Mosquito Seasonal Population Dynamics. Insects 2024, 15, 527;
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