RATTI

Sorci, pantegane, ratti e mille altri nomi dialettali… questi roditori sono conosciuti e temuti ovunque per i danni che possono provocare.

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Cosa sono i ratti?

In Italia esistono due specie di ratto: Rattus rattus, il ratto nero o ratto dei tetti, ed il Rattus norvegicus, il ratto grigio o ratto delle chiaviche. La distinzione tra le due specie è piuttosto semplice: il ratto delle chiaviche è la specie più robusta, dagli occhi e orecchie più piccole e pelose, mentre la coda è più corta del corpo e spessa rispetto al ratto dei tetti. Ci si può anche basare sull’ecologia delle due specie per distinguerli: come suggerisce il nome, il ratto dei tetti è un miglior scalatore rispetto al ratto delle chiaviche e preferisce rintanarsi e frequentare luoghi alti.

Nonostante il nome, il colore del mantello, ovvero la pelliccia, non è un buon carattere vista la grande variabilità di questi animali sia da una regione all’altra che nella stessa regione. I ratti possono raggiungere i 40 cm di lunghezza da testa a coda.

 

I ratti sono generalisti, capaci di adattarsi ad una vasta gamma di ambienti e, soprattutto di cibi anche se il ratto nero predilige fonti di cibo vegetali. Quando vivono nelle vicinanze dell’uomo, possono nutrirsi di frutta, verdura, alimenti immagazzinati, mangimi degli animali domestici o coltivazioni in pieno campo causando danni notevoli al settore agroalimentare. In ambienti naturali, si nutrono di frutta di qualsiasi dimensione, insetti, molluschi, crostacei e possono predare anche altri roditori come arvicole, topolini selvatici o di campagna. In alcuni casi, soprattutto nel caso del ratto delle chiaviche, possono essere importanti predatori di pesci ed invertebrati acquatici.

Come specie cosmopolite, hanno raggiunto anche le isole causando gravi danni alla fauna locale, soprattutto agli uccelli marini, le cui uova sono ghiotte per i ratti, ed alla flora rosicchiando la corteccia e nutrendosi di frutta impedendo alle piante di portare a termine il loro ciclo.

 

I ratti sono specie di grande importanza sanitaria per il numero di patologie di cui sono vettori diretti o indiretti, trasportando cioè artropodi infetti: leptospirosi, tifo e trichinosi sono alcune delle più conosciute. Il ratto nero è legato indirettamente allo scoppio dell’epidemia di peste bubbonica del 1300 a causa dei batteri trasportati dalla pulce Xenopsylla cheopis che prolifera sul corpo del roditore.

Dove vivono i ratti?

Entrambe le specie sono di origine asiatica e si sono diffuse attraverso le rotte commerciali umane in quasi tutto il mondo a partire dal Medioevo. Il ratto delle chiaviche è una presenza abituale delle steppe e delle praterie, mentre il ratto dei tetti predilige maggiormente i boschi, anche se entrambe le specie si adattano facilmente a qualsiasi habitat. In Europa settentrionale, il ratto nero, a causa della competizione con il ratto delle chiaviche e della sua minor adattabilità alle temperature più rigide, vive a stretto contatto con l’uomo ed è poco diffuso tanto che negli anni ‘90 in Inghilterra e Germania si discusse sulla sua possibile tutela. In Europa meridionale la situazione è opposta e le due specie si trovano facilmente a convivere.

I ratti delle chiaviche sono ottimi scavatori e sono soliti vivere in gallerie che individuiamo facilmente dalla grandezza del foro in superficie, solitamente ampio circa 10 cm. Nelle aziende agricole, industrie o abitazioni trovano riparo nelle fessure, siano esse naturali o artificiali, pozzetti di scarico, tubature che utilizzano per scalare le strutture.

I ratti dei tetti possono scavare gallerie meno strutturate dei loro “cugini”, ma sono più propensi a rintanarsi in altitudine senza difendere con particolare veemenza il loro territorio. Controsoffitti o intercapedini dei tetti possono essere ottimi nascondigli per questi animali. Sono legati alla presenza di acqua, quindi navi, acquedotti, città portuali, offrono risorse in abbondanza per questi animali.

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Quando sono più attivi i ratti?

I ratti non passano l’inverno in letargo, mantenendosi attivi e potenzialmente capaci di svezzare 13 cucciolate. In realtà, in media, non portano a termine più di 5-6 parti l’anno. Le probabilità di sopravvivenza dei ratti sono poco superiori all’anno a causa del controllo delle popolazioni effettuato dall’uomo, della competizione e della predazione anche tra simili.

Per riprodursi e muoversi attivamente all’esterno prediligono primavera, estate ed autunno, le stagioni in cui è più probabile per un cittadino osservare un ratto attivo anche durante il giorno. Durante l’inverno, le costruzioni umane offrono riparo dal freddo e risorse sicure, motivo per cui è più probabile che avvenga un’infestazione o che i danni diventino più marcati.

Sono animali notturni, che prediligono le prime ore serali e le ultime della notte per alimentarsi o spostarsi. Solo nei mesi caldi o con scarsità di predatori possono essere visti muoversi a loro agio durante il dì.

Perché i ratti vivono in ambienti urbani?

I ratti sono animali “sentinella” che si insediano in quasi ogni situazione di incuria umana: rifiuti mal gestiti, strutture decadenti e alimenti non immagazzinati correttamente. Possono infiltrarsi anche in strutture ben gestite dopo diversi sopralluoghi: i ratti sono infatti neofili e per fidarsi di una fonte alimentare o di un nuovo riparo impiegano del tempo studiandolo con tutti i loro sensi.

Le abitazioni umane offrono riparo dai predatori, dagli sbalzi termici e fonti di cibo sicure, oltre a materiali gommosi e morbidi come i cavi elettrici che permettono loro di consumare i loro incisivi a crescita continua.

Come posso riconoscere e prevenire un’infestazione da ratto?

I segni di infestazione da ratto possono essere: accumuli di materiale in angoli o pozzetti (paglia, carta, resti di cibo), tracce visibili delle zampe e della coda lasciate nella polvere, segni neri lungo i muri causati dal passaggio del ratto, segni di rosura su materiali plastici, gommosi e talvolta metallici, presenza di gallerie o tane scavate nel terreno ed escrementi. Questi ultimi sono particolarmente indicativi della specie di ratto che sta infestando la vostra abitazione: il ratto delle chiaviche produce escrementi grossi ed a forma di fuso con una punta terminale, rispetto al ratto dei tetti le cui feci somigliano a cilindri molto allungati.

Per prevenire una possibile infestazione è necessario rivedere le modalità di gestione dei rifiuti assicurandosi di chiudere sempre i bidoni, non lasciare immondizia al di fuori dei contenitori appositi soprattutto in caso di rifiuti organici che possono produrre liquidi e creare odori. Ogni apertura nelle abitazioni deve essere controllata e, dove possibile, sigillata evitando carta di giornale o gommapiuma espansa che può essere facilmente consumata dal roditore. Mantenere puliti gli ambienti e vigilare sull’ambiente circostante dovrebbe essere la base per evitare un’infestazione. Spesso le cause dell’infestazione possono non dipendere dal nostro comportamento, bensì da ciò che succede nei dintorni. Per esempio, un cantiere può creare disturbo ai ratti presenti nelle vicinanze spingendoli a ripararsi nelle nostre case.

Fonti:

  1. Capizzi D., Santini L., “I roditori italiani”, Antonio Delfino Editore medicina – scienze, 2007;

  2. Tamayo Uria, I., Mateu Mahiques, J. & Mughini Gras, L. Temporal Distribution and Weather Correlates of Norway Rat (Rattus norvegicus) Infestations in the City of Madrid, Spain. EcoHealth 10, 137–144 (2013).

     

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